Scrivono di noi

In questa sezione potete leggere tutto quello che scrivono sulle nostre pubblicazioni, le recensioni, le interviste e gli eventi che ci coinvolgono! 


67169648_10217020516058630_1006194576983064576_o.jpgDispari

Intervista di Anna Lamonaca

Germano Massenzio il fumettista con Ischia nel cuore.

Recentemente presso la Biblioteca Antoniana d’Ischia si è tenuta la presentazione e la mostra delle tavole originali della graphic novel “La sedia del diavolo”. Sono intervenuti al dibattito l’autore Germano Massenzio,  artista napoletano che utilizza spesso il fumetto come forma d’espressione,  Francesco Fasiolo, giornalista di Repubblica, grande esperto di narrativa e fumetti  e da Marco Castagna curatore del Parco Negombo.  Essi hanno moderato la presentazione di fronte ad un numeroso pubblico, inaugurando anche la mostra delle tavole che durerà fino al 27 luglio. In occasione di quest’evento abbiamo intervistato il famoso fumettista, illustratore:

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67496959_2016442751793697_7315418672003022848_n.jpgFumo di China

di Paolo Pugliese

Su Fumo di China n.287, attualmente in edicola c’è un Graphic Novel molto personale di Germano Massenzio che ci offre un viaggio introspettivo molto delicato, evidenziato da disegni realistici arricchiti da colori ad acquerello.

 

 

 

LA SEDIA DEL DIAVOLO
Recensione di Paolo Pugliese pubblicata su Fumo di China n.287 del giugno 2019

Ci sono storie che si leggono con la testa e altre invece con il cuore.
A questa seconda categoria appartiene l’ultima fatica artistica di Germano Massenzio, che si conferma ancora una volta autore completo (testi, disegni e colori) dal sapore fortemente intimista. La sedia del titolo è il soprannome di un’antica torre medioevale in rovina, immersa nel paesaggio pugliese e al centro di un viaggio, fisico e metaforico, che l’autore compie attingendo ai suoi ricordi di infanzia. Massenzio si propone sia come narratore che come duplice protagonista (bambino-adulto) all’interno di un percorso a metà strada tra presente e passato, con una sincerità e una sensibilità grafica che immergono il lettore in una dimensione artistica molto personale. La trama, di per sé molto esile a livello puramente narrativo, funge da incipit per esternare un flusso di ricordi ed emozioni incentrato sulle nostre radici e sulla natura che ci circonda. Il racconto di un weekend che il protagonista trascorre insieme alla sua famiglia nel paese natio dei genitori rivela il rapporto che lo lega da ragazzino alla torre secolare, subendone il fascino atavico e costruendo un immaginario che diviene parte del suo bagaglio di memorie da adulto.
Con pochi elementi, l’autore riesce a illustrare un profondo coacervo di riflessioni, percezioni e stati emotivi legati alla nostra stessa esperienza di crescita, articolati in un decorso temporale che evolve rispetto ai luoghi e ai ricordi della nostra infanzia. Il confronto non è mai facile e spesso è malinconico, prendendo atto che le esperienze del passato conservate nella nostra coscienza appartengono a tempi sempre più lontani rispetto ai cambiamenti che il presente comporta. Ed è palpabile nella storia una rassegnata nostalgia del protagonista/narratore davanti ai luoghi dell’estate a lui cari trasfigurati dal progresso, qui rappresentato dalle pale eoliche. La presa d’atto di tutto ciò sarà sottolineata da un esperimento narrativo molto rischioso, ma portato avanti in maniera equilibrata e al tempo stesso surreale, con protagonista la torre stessa che, come una vecchia signora, dialogherà con la natura e con le “giovani” pale eoliche denunciando non solo l’invasione di strutture moderne che deturpano il paesaggio naturale, ma anche un’attuale incomunicabilità generazionale. Le tavole di Massenzio riescono ad illustrare in maniera efficace e con naturalezza tanto i contenuti quanto le sfumature dei testi, con personaggi e paesaggi molto realistici, evidenziati da un delicato uso dei colori.


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Germano Massenzio parla del graphic novel La sedia del diavolo

Germano Massenzio è un artista a tutto tondo: illustratore, docente di fumetto – presso l’Accademia del fumetto di Caserta e la Scuola d’arte In Form of Art di Napoli – e autore di graphic novel.
L’elenco dei concorsi e delle mostre a cui il fumettista napoletano ha partecipato è pressoché infinito e la qualità delle sue opere rimane costante nel corso degli anni.
Al Comicon 2019, Germano Massenzio presentava la sua nuova creazione: il graphic novel La sedia del diavolo – pubblicato, come il precedente 15 agosto, da Douglas Edizioni – scritto e disegnato interamente da lui. In questa occasione sono riuscita a fargli un po’ di domande, a cui, con la consueta gentilezza che lo contraddistingue, ha acconsentito a rispondere.

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Nostalgia della purezza: “La sedia del Diavolo”

La terra e le radici, ma anche il tempo e la memoria: La sedia del Diavolo di Germano Massenzio affronta tematiche impegnate, ma l’approccio è nel segno della semplicità, alla ricerca di uno sguardo bambino con cui vedere il mondo. È una scelta che già si era evidenziata nel precedente 15 Agosto, racconto breve a fumetti finalista al Premio Micheluzzi 2014 incentrato su due gruppi di ragazzi accomunati da un pallone Super Santos in una giornata estiva. Chi lo ha letto può ritrovare anche stavolta grande immediatezza, con l’obiettivo di una purezza priva del superfluo.

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Speciale Comicon2019

Intervista a cura di Ciro Sapone

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10Vite da Peter Pan

Germano Massenzio, già autore di “15 agosto”, con il suo ultimo lavoro, dal titolo “La sedia del diavolo” ritorna al Comicon 2019 con la Douglas Edizioni. In questa intervista l’autore ci parla del suo percorso artistico e la genesi di questa graphic novel.

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2-3Lo spazio Bianco – Brevisioni

Di Emilio Cirri

Dopo tre storie autobiografiche (Vita, Irene Immortali),  torna con un fumetto di fiction per . Protagonista è Grace, una prostituta affetta da disturbi allucinatori e costretta ad assumere droghe per mantenerle sotto controllo. Una donna colpita da drammi e tradita da amori illusori, intrappolata in un incubo lucido senza apparenti vie d’uscita.
L’autore la trascina in una spirale psichedelica di violenza (di genere e non), specchio delle fragilità e ossessioni dell’essere umano.

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0-2A Clacca piace leggere

Di Claudia Maltese

Grace ha delle voci che le parlano nella testa.
Non se l’è inventate, ci sono davvero anche se non sono vere. Le parlano in continuazione, arrivano dal ricordo di uno shock immenso che ha vissuto da bambina, la accompagnano fin da allora.
Le voci le fanno compagnia e la allontanano da tutti gli altri.
grace è quella strana, quella che parla da sola. Le voci nella sua testa lo sanno che agli altri lei non piace, glielo ricordano ogni volta.
Grace cresce così, circondata da voci senza corpi e da corpi che non sanno mai parlarle davvero (…) Prisco dipinge Grace, la sua anima e la sua storia e ci regala l’ennesimo capolavoro (dopo vitairene e immortali), alzando ancora una volta l’asticella e superandosi sempre di più.

119Crunched

Di Ombretta Blasucci

l ritmo della narrazione è fluido, si beve come una medicina amara, sperando che alla fine ci sia un’utilità, un senso, un riscatto. In effetti la luce più accecante la si può trovare solo nell’oscurità più assoluta.
Il contesto, il passato della protagonista e la descrizione di ciò che accade diventano componenti quasi marginali rispetto all’atmosfera contesa tra le numerose ombre e i colori netti. Ad essere narrati sono il processo di perdita di sé, la sofferenza che diventa malattia, che attanaglia, devasta e confonde.
Il resto è un pretesto scenografico dolorosamente efficace sul quale viene presentata questa discesa in luoghi estranei i quali però devono essere sondati. Per evitare che si riempiano di presenze indesiderate, per conoscerci e proteggerci. Con un linguaggio essenziale e senza forzature, “Luce” ci getta nel buio della disperazione per mostrarci che da esso esiste una via d’uscita. Lasciateglielo fare, ne vale la pena.

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9-1Una Banda di cefali

Di Giorgia Recchia

Rispetto ai suoi lavori precedenti, l’autore ha scelto di dare a Luce un taglio decisamente più cupo, sia dal punto di vista narrativo che dal punto di vista grafico. I personaggi rappresentano la personificazione delle miserie umane: la protagonista è una ragazza fragile, già ferita dalla vita nonostante la giovane età, senza alcuna prospettiva di un futuro diverso, che possa riservarle qualcosa di buono.

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la-scelta-copertinaGUFETTO

Il duro prezzo della libertà.

Di Costantino Buzi

“… perchè Lucifero in fondo ci rappresenta, rappresenta il desiderio, il diritto, il coraggio di scegliere liberamente, operando una scelta che provenga solo da noi stessi e di cui siamo gli unici responsabili”.

Questo il motivo, riportato in introduzione, sul perchè si scelga di raccontare ancora la figura di Lucifero in una graphic novel. Lo stesso motivo per il quale un personaggio, banalizzato per diventare un monotono emblema della malvagità assoluta in una narrazione di secoli, affascina ancora oggi per l’umanità delle sue motivazioni, per la sfida a un granitico, ma disumano, “bene”.

Proprio la contraddizione intrinseca di quel “bene”, rappresentato da Dio, ovvero il creare l’uomo per poi imprigionarlo in un paradiso meraviglioso dove l’assenza di conoscenza coincide però con l’assenza di emozioni, amore compreso, è il motore che muove Lucifero nel racconto di Marco e Stefano Chiuchiarelli, autori rispettivamente di disegni e dialoghi del fumetto digitale La Scelta.

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la-scelta-027Grammatura – La Scelta

di Giuseppe Sanseverino

Da sempre appassionati di filosofia ed esoterismo, i fratelli Marco e Stefano Chiuchiarelli, attraverso La Scelta (pubblicata da Douglas Edizioni), raccontano della storia più antica del mondo: quel litigio tra Padre e figlio che nel corso della storia ha subito metamorfosi e influenze interpretative, nascondendo un’importante verità. Helel, il portatore di luce, l’arcangelo che si ribellò ai divini equilibri universali, risalta nel tormento dovuto ad un vuoto incolmabile di verità, giustizia e libertà, caratteristica granitica della sua esistenza atemporale. Nel suo amore infinito, trasgredendo il volere di Yahweh, donò all’uomo la partecipazione all’assoluto, alla creazione stessa. Esiliato, deformato, maledetto, pagò il prezzo altissimo dei doni incompresi dall’ingrato genere umano, irresponsabile recidivo protagonista della sua ciclica quotidianità. Avvalendosi nella colorazione del maestro Simone Prisco, ad un’analisi più approfondita, la graphic novel si presenta come un riscatto troppo a lungo agognato. A fine lettura, nelle vostre menti si insinuerà un revisionismo incalzante che potrebbe farvi perdere il sonno. Del resto avrete un’eternità per riposare.

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la-scelta-1Hobby Book

di Gioacchino D’Antò

“Il Diavolo rimase vergognoso, e intese come il bene sia tremendo, e vide come nella sua forma la virtù sia amabile” (John Milton, Paradiso Perduto).

La figura di Lucifero è stata da sempre fonte di ispirazione per innumerevoli declinazioni mediatiche, non ultima quella della letteratura a fumetti, della quale, l’esempio più emblematico è sicuramente l’algido e altezzoso angelo androgino dipinto da Neil Gaiman nel capolavoro senza tempo “Sandman”.

Stefano Chiuchiarelli, napoletano classe ’64, decide invece di riscrivere la figura dell’angelo ribelle donandogli un ruolo da protagonista e narratore ne “La Scelta”, un interessante graphic novel interamente illustrata da Marco Chiuchiarelli –peraltro fondatore della Douglas edizioni per la quale il volume è edito- e Simone Prisco in qualità di colorista.

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15Agosto_MassenzioGrammatura – 15 agosto

Di Giuseppe Sanseverino

15 agosto. Il caldo. Quello che picchia forte. Quello che ha il suono del silenzio delle piazze deserte e del brusio delle spiagge affollate. Il caldo che s’incarna nella forma inconfondibile del Super Santos, il pallone del popolo (perché costava poco e si poteva riparare), che ha segnato l’infanzia di milioni di italiani negli ultimi cinquant’anni. Nato dalla mente di Germano Massenzio15 agosto si rivela essere una chicca originalissima. Di nicchia, questo è certo. Bisogna essere dei veri aficionados della nona arte per poterne cogliere le sfumature. L’assenza di dialoghi, che caratterizza le trentadue pagine dell’albo, cattura il lettore ovattando la frenesia di ciò che lo circonda. Ci si ritrova ad essere i principali protagonisti di un qualcosa di antico, come l’innocenza delle vacanze estive adolescenziali. Le vacanze sulle quali si fantasticava tra i banchi di scuola, in balia dei primi amori e dei baci rubati nei cortili. Frammenti di spensieratezza che hanno formato il carattere di giovani adulti, marcati e indelebili come le matite e le chine proposte dall’autore. In bianco, nero e scale di grigi. Perché il passato è come un vecchio film, di quelli che non fanno più. Le sfumature acquerellate fondono le varie tavole, mescolando diverse location. In due posti allo stesso tempo. Sopra e sotto. Come se tutto avvenisse all’interno di una biglia. Emozionante come poche altre cose, 15 agosto è pubblicato da Douglas Edizioni e potrà essere strappato alla vostra libreria ogni volta che sarete vittimizzati dalla nostalgia canaglia. In inverno, quando il desiderio di avere i piedi a mollo in riva al mare sarà tormentoso, oppure in estate, quando il ricordo sfocato della nostra infanzia, nel silenzio della controra, diventa più nitido.

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15Agosto_MassenzioMy dreams

di Nicola Garofano

Germano Massenzio è uno dei più bravi esponenti italiani del disegno, che scrive e filma i nostri piacevoli ricordi preferiti nella sua prima graphic novel “15 Agosto”. Scritto e disegnato interamente da lui, il progetto è sicuramente di grande valore, dal disegno innovativo, ambientato in una Piazza Plebiscito deserta di una Napoli assolata, edito da In Form of Art Press.

Massenzio è uno dei nomi più interessanti emersi nel corso degli ultimi anni sulla scena fumettistica. Talentuoso e incisivo, perfettamente a suo agio nella dimensione del racconto breve e della novella, propone tutte le peculiarità del suo stile rappresentativo nelle sue opere.
Napoletano classe 1975, il suo primo amore è stato Goldrake, poi il fumetto, Touch, conosciuto in Italia con il nome Prendi il mondo e vai, ma già da diverso tempo non segue più manga, ammira le graphic novel europee e americane e i vari disegnatori italiani e stranieri.
Ha sempre lavorato come illustratore e fumettista. La musica, insieme alla lettura di libri e al vissuto quotidiano, sono fonti d’ispirazione per il suo lavoro. Da qualche anno, oltre a disegnare, comincia a scrivere piccoli racconti, definendosi più “disegnautore” che non definirsi sceneggiatore.

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15Agosto_MassenzioScuola di scrittura Omero – 15 agosto

di Carmen Ciarleglio

Germano Massenzio, classe 1975, è uno dei più interessanti esponenti italiani del fumetto degli ultimi anni. Laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, sua città natale e dove tutt’ora vive, da diversi anni lavora come illustratore ( L’isola dei ragazzi, Idelson Gnocchi, Dupress, Ilas, Sigla Adv, Barone Designer, Cento Autori) e fumettista (ZaukerPress, Telecapri, Edizioni Vis, Paparo Edizioni, Il Golfo, Nero Napoletano, SSC Napoli, In Form Of Art Press). Oltre questa passione/professione è anche docente presso la scuola del fumetto di Napoli. Vanta la partecipazione a diversi concorsi e mostre nazionali ed internazionali, ed è presente anche in vari cataloghi (Biennale Dell’llustrazione di Colmurano, 13X17 a cura di Philippe Daverio, Biennale dell’incisione Duoro – Portogallo -, Expocartoon Roma, Venezia Comix, Nero Napoletano, Comicon Napoli, Lucca Comics, Mostra rock Napoli, I Biennale giovani artisti campani, Catalogo 250° Anno fondazione Accademia di Belle Arti Napoli.)

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copertina20ireneGrammatura – Irene

Di Giuseppe Sanseverino

Herman Hesse una volta disse: “Come corpo ognuno è singolo, come anima mai”. L’ultima opera di Simone PriscoIrene, può essere considerata la prova definitiva. Una dichiarazione d’amore sconfinato, radicata nel destino silenzioso di due bambini che, ventotto anni fa, si incontrarono in riva al mare per giocare insieme. Sfogliando le pagine, non si può restare indifferenti all’intima dolcezza che caratterizza l’ulteriore tassello di Vita che l’artista ci presenta. Senza risparmiarsi, ha miscelato l’essenza dei vividi ricordi della propria adolescenza a quelli d’infanzia di sua moglie (sensibilmente legati alle granitiche pagine di un diario segreto). In realtà, l’intero graphic novel è un mosaico di eventi reali e di pura fantasia; un’ottima opportunità per il lettore, che avrà la possibilità di concentrarsi esclusivamente sulla purezza dei sentimenti. Il magistrale cambio di colorazione che accompagna l’alternanza dei fotogrammi è sbalorditivo. Ad un’approfondita analisi delle tavole si possono notare, tra i morbidi toni pastello, i riflessi della battigia, la rifrazione della luce sul fondale, le sfumature dei caldi tramonti estivi.

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pag2082Lo Spazio Bianco – Brevisioni

di Emilio Cirri

È il 1996, Irene si prepara ad andare a scuola, un po’ controvoglia; è il 1988, Irene è una bambina che gioca su una ignota e assolata spiaggia. In quella scuola, c’è il ragazzo che le piace; in quella spiaggia, incontra un bambino che le sta antipatico. E scopre che l’amore, quello vero e infinito, può nascere nel modo più inaspettato.
Questa la storia narrata da , che dopo “Vita” torna a raccontare una vicenda personale in maniera delicata e emotivamente coinvolgente, quella di un amore nato sotto il sole estivo e che ogni lettore, prima o dopo, ha vissuto nella propria vita. L’autore intesse la narrazione su due livelli temporali che si intersecano tra loro e si distinguono solo per il cambiamento di colori, virando al bianco e nero per le parti ambientate nel 1996: questo piccolo espediente riesce a rendere la narrazione più dinamica, sebbene il racconto resti molto semplice e scorrevole.
La naturalezza è il punto di forza della storia, creando un profondo legame empatico, anche se i personaggi e le situazioni sono più evocati che definiti.
Anche lo stile del segno esalta questa sensazione: i corpi sembrano privi di volume, nonostante il tratteggio, i volti sono definiti con pochi tratti, pur mantenendo la loro espressività. Ma è nella rappresentazione dei paesaggi che Prisco raggiunge i migliori risultati: grazie a una scansione verticale di molte tavole e a colori accesi e caldi, l’autore riesce a trasmettere il calore e la leggerezza dell’infanzia e l’emozione del primo amore.


imp_immortali-40Lo Spazio Bianco

Promesse e sconfitte degli Immortali di Simone Prisco

di Emilio Cirri

L’adolescenza e l’estate sono i momenti delle promesse eterne, delle amicizie indistruttibili, della sicurezza che, nonostante quello che potrà succedere nelle nostre vite, riusciremo a proteggere il nostro nucleo fondamentale, che non tradiremo questa parte immortale.
Poi però arrivano altre stagioni, il sole si annebbia un pochino, le amicizie diventano più fragili e anche quel nucleo inossidabile viene ricoperto da una patina di vita, di decisione giuste e sbagliate, di strade intraprese che ci portano in direzioni che nemmeno conoscevamo, verso esperienze inaspettate, che nel bene o nel male ci cambiano per sempre.

 ha la grande capacità di riuscire a parlare a quel nocciolo nascosto in ognuno di noi. Lo aveva fatto con Vita, con Irene e si ripete adesso con Immortalila conclusione di una ideale “trilogia esistenziale” in cui, unendo elementi autobiografici e di finzione, ha creato storie dell’esistenza e della vita quotidiana, tanto semplici nelle premesse quanto profonde nella poetica e nell’universalità della narrazione.

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copertinaGrammatura-Immortali

Di Giuseppe Sanseverino

Esiste un periodo nella vita, durante il quale ci si sente invincibili; un campo di battaglia spirituale dove ad ogni ferita “letale” ci si rialza come se niente fosse accaduto, come fossimo Immortali. Con questo titolo, il maestro di Pozzuoli, ormai alla sua terza fatica autoriale per il mercato fumettistico, imbastisce nelle 116 pagine fittissime che compongono il volume, un percorso in cinque capitoli che provoca una scossa nell’angolo più intimo del nostro vissuto passato. In barba ad ogni convenzione o limite sociale, l’adolescenza è un trip continuativo dovuto ad una dipendenza dal mondo circostante. Abbandonati i giocattoli sul tappeto, si accumulano migliaia di esperienze che, attraverso una cernita legata ad imprevedibili eventi, portano alla formazione dell’individuo adulto.  Leggendo (dentro) ogni tavola creata da Simone Prisco, non si può non sentirsi parte dei ”ragazzi del muretto” di  Via Napoli. Un quartetto di diavolacci composto da  CarloMirkoVirgilio e Diego, uniti da affetto fraterno e da promesse “infrangibili” (sia nei momenti più spensierati che nelle azioni più malsane). Ma se c’è qualcosa che può distruggere la perfezione del mondo ovattato adolescenziale, è la presa di coscienza della scadenza imminente di tutto quello che stiamo vivendo in quel preciso istante.

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StampaGrammatura – Vita

Di Giuseppe Sanseverino

Vita ha l’odore di una bottega d’arte. Una sorta di spiritualità che si ritrova nel legno antico, nei pennelli, nelle tavolozze incrostate, nella trementina. Un silenzio mistico che trasuda dalle mani esperte di Simone Prisco, autore di questo gioiello (peraltro candidato al Premio Gran Guinigi a Lucca Comics&Games 2015). Più che una graphic novel, mi sentirei di definire Vita come una sorta di memoriale generazionale. Sfogliando le pagine della storia, che vede nell’incipit una Pozzuoli dei primi del ‘900, è tangibile una cultura popolare legata ancora ad antiche tradizioni che si perdono negli anni preunitari. La vita semplice, che sa di lavoro onesto, gelosamente custodito e, al momento giusto, tramandato. La vita fatta di sangue, versato da giovani uomini (nel pieno del loro ardore) durante la Seconda Guerra Mondiale. La vita che lacera, e riduce in macerie, il microcosmo familiare con il boato sordo del terremoto degli anni ’80 (raccontato con lirismo innocente e straziante). Definendola una storia scolpita nel passato, dal tratto sporco e urlante, dai colori caldi e speranzosi di un futuro migliore, Vita è pubblicato da Douglas Edizioni che, grazie ai suoi talentuosissimi artisti, si propone come una delle realtà editoriali campane di maggior successo. Consiglio l’acquisto a chi ha voglia di approfondire quel che eravamo e che, forse, non saremo mai più.

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